La pasta di Gragnano

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Da buona gragnanese non potevo non citare il prodotto d’eccellenza del mio paese. Qui c’è l’imbarazzo della scelta, ci sono decine di pastifici a produzione artigianale e industriale. Alla “Pasta di Gragnano” da ottobre 2013 è stata anche riconosciuta l’indicazione di origine protetta (IGP).

Qualche tempi fa leggevo che è stata presente insieme ad altri prodotti campani di eccellenza, a gennaio, all’edizione 2014 di Cultur.Al, manifestazione in programma  a Parigi, nel Palazzo dell’Unesco.

Gragnano grazie al suo microclima composto da vento, sole e giusta umidità è stata da sempre il luogo ideale per la produzione di questo eccezionale alimento. La produzione della pasta risale al ’500 quando nacquero i primi pastifici a conduzione familiare e si diffuse come alimento, a seguito della carestia che colpì il Regno di Napoli, proprio per le sue qualità nutritive e per il costo non elevato della produzione.

A metà del 1800, per agevolare l’essicazione della pasta, furono pianificati larghezza delle strade, altezza dei palazzi e orientamento, a testimoniare un forte legame tra la pasta e la città di produzione, al punto che Gragnano è nota come “La città della pasta”.

In realtà fu soprannominata la città dei maccheroni già da quando nel 1845 l’allora Re di Napoli Ferdinando di Borbone, dopo aver gustato un eccellente pranzo, concesse ai fabbricanti gragnanesi l’alto onore di rifornire la corte reale di tutte le paste lunghe.

Ancora oggi molti pastifici usano, come da tradizione, le trafile di bronzo che conferiscono alla pasta quella particolare rugosità che riesce a trattenere meglio i condimenti. Provate ad assaggiare la pasta di Gragnano e sentirete quanto è buona!

 

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