“Da consumarsi preferibilmente entro”

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Alcuni paesi europei lo scorso 19 maggio hanno presentato al Consiglio dei ministri dell’Agricoltura della Ue la proposta di rivedere le norme sulle date di scadenza di alcuni prodotti per evitare gli sprechi alimentari.
Si riferiscono a quelli con la dicitura “da consumarsi preferibilmente entro” sulle confezioni di alimenti come caffè, pasta, riso e formaggi duri.
Il termine minimo di conservazione (Tmc) e cioè “da consumarsi preferibilmente entro” vuol dire che un alimento resta sicuro, dopo la data indicata, da un punto di vista igienico, ma può perdere alcune caratteristiche come gusto, aroma, colore, croccantezza.
Per alcuni alimenti, quali frutta e verdura fresca, vino, spumanti, aceto, sale, zucchero, prodotti freschi di panetteria non è obbligatorio indicare il Tmc.
I prodotti freschi, quelli con la scritta “da consumarsi entro“, non possono, invece, essere  considerati sicuri dopo la data di scadenza perchè deperibili da un punto di vista microbiologico e, quindi, pericolosi per la salute. Latte e derivati, salumi, pesce fresco possono, infatti, essere contaminati da batteri senza perdere le caratteristiche esterne: per questi prodotti non cambierà niente.
Per quanto riguarda gli alimenti che potrebbero perdere il Tmc la pasta e il riso, essendo alimenti secchi possono essere consumati anche dopo la data di scadenza, basta fare attenzione agli insetti che potrebbero formarsi nelle confezioni aperte, soprattutto d’estate. Il caffè rimane sicuro per molto tempo, in quanto non è attaccato da batteri e insetti, ma l’ossigeno modifica il profumo una volta aperta la confezione. I formaggi duri mantengono le caratteristiche per tanto tempo: se però la conservazione in frigorifero si protrae troppo una volta aperti, potrebbero formarsi delle muffe che alterano il sapore.
In Italia comunque si è molto prudenti nei confronti di questa proposta e resta centrale la tutela del consumatore.

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