Amniocentesi

amnio

L’amniocentesi non è altro che il prelievo di una piccolissima quantità di liquido amniotico, con un’ago, e una guida ecografica. Attraverso l’ecografia il medico sceglie il punto dove inserire l’ago sull’addome, lontano dalla placenta e dal bambino, e si procede al prelievo del liquido, che è l’urina del bambino. L’ago è sottilissimo e si avverte solo il fastidio di un prelievo.

E’ un esame cosiddetto invasivo e fino a qualche anno anno si riteneva rischioso. Oggi non è più così: il rischio di aborto è davvero bassissimo, intorno al 0,o31 % e il bambino non corre alcun rischio. Questo, ovviamente, se l’amniocentesi viene eseguita da un operatore esperto che esegue più di 500 esami all’anno.

L’amniocentesi viene eseguita tra la 15 e la 18 settimana e serve per diagnosticare, in tempo brevi, centinaia di patologie cromosomiche, genetiche e metaboliche. E’ importante affidarsi ad un centro specialistico e non a semplici ambulatori. Quando viene eseguita tra la 10 e 12 settimana e si parla di amniocentesi precoce, anche se in questi casi è preferibile eseguire la villocentesi, prelievo dei villi coriali. Si parla, invece, di amniocentesi tardiva se si esegue dopo la 20 settimana.

Solitamente viene consigliata a tutte le donne che superano i 35 anni, perchè con l’età aumenta il rischio di trisomie, o in casi in cui in famiglia ci siano precedento casi di sindrome di down. Solitamente i risultati sono pronti dopo due settimane, anche se per una diagnosi precoce delle principali anomalie cromosomiche possono volerci solo due o tre giorni.

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